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"Muzi racconta la città con le foto, ma la realtà è un'altra": dura critica di Panichi all'assessore ai Lavori pubblici

di Franco Cameli



SAN BENEDETTO DEL TRONTO Non c'è stata risposta da parte dell'amministrazione comunale alle richieste dei residenti e del comitato di quartiere Porto d'Ascoli Centro, di intervenire presso un privato per bonificare un'area di via Oberdan infestata da erbacce, insetti e roditori. (Leggi gli articoli precedenti QUI e QUI)

L'ex presidente del comitato di quartiere Porto d'Ascoli Centro, Giorgio Panichi, accusa  l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Muzi di essere poco attento ai veri problemi del suo mandato amministrativo. Panichi è il fondatore della lista civica Rinascita Sambenedettese.   


Di seguito la disamina al vetriolo di Panichi: "Tra fotografie e propaganda, la città aspetta ancora risposte. Da quando si è insediato, l'assessore ai Lavori pubblici, all'Ambiente e alla Viabilità sembra aver scelto una strategia comunicativa ben precisa: immortalare ogni intervento con fotografie che dovrebbero raccontare un'amministrazione efficiente e presente. Ma un'amministrazione non si misura dal numero di immagini pubblicate, bensì dalla capacità di risolvere i problemi dei cittadini. 

La domanda, allora, è inevitabile: l'assessore governa davvero il territorio oppure preferisce raccontarlo attraverso gli scatti di circostanza? La realtà che vivono ogni giorno i residenti è ben diversa da quella rappresentata nelle fotografie. 

In via Oberdan, a Porto d'Ascoli, da giugno esiste un'area completamente abbandonata. L'erba è ormai incontrollata, proliferano topi, zanzare e altri infestanti, con evidenti rischi sotto il profilo igienico-sanitario e del decoro urbano. Una situazione indegna di una città che ambisce a definirsi moderna e attenta alla qualità della vita. I residenti hanno segnalato il problema più volte.

 Anche il referente politico di Noi Moderati, Tablino Campanelli, ha dichiarato di aver effettuato personalmente un sopralluogo e di aver informato l'assessore, ricevendo rassicurazioni che l'intervento sarebbe stato eseguito in tempi brevi. Oggi siamo a metà agosto e tutto è rimasto esattamente come prima.

Quando alle promesse non seguono i fatti, il problema non è soltanto il degrado. Diventa un problema di credibilità istituzionale. È in questi luoghi che servirebbe una fotografia dell'assessore: non davanti a un intervento già concluso, ma accanto ai problemi irrisolti che attendono una risposta da mesi". 

L'affondo di Panichi sulla viabilità: "La stessa sensazione di immobilismo emerge osservando la viabilità cittadina. In diversi punti della città gli incidenti vengono quotidianamente sfiorati o, peggio, si verificano. Le auto continuano a sostare in doppia fila, sui marciapiedi e perfino sugli attraversamenti pedonali. La presenza della Polizia locale appare sempre più sporadica e il rispetto delle regole sembra affidato al senso civico dei singoli, anziché a un'efficace attività di controllo. 

La segnaletica orizzontale è ormai quasi completamente cancellata. Le strade, in molti tratti, non presentano semplici buche, ma veri e propri crateri che mettono a rischio automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Non si tratta di episodi isolati, ma di criticità diffuse che restituiscono l'immagine di una manutenzione insufficiente e di una programmazione carente". 

Il sottopasso di via Pasubio. "Emblematico - insiste Panichi - è il caso di via Pasubio. All'ingresso del sottopasso in direzione nord, il semaforo e il pannello luminoso che dovrebbero segnalare l'eventuale allagamento risultano danneggiati da oltre otto mesi. Otto mesi. Un tempo che, da solo, racconta meglio di qualsiasi fotografia quanto lentamente si muova la macchina amministrativa. 
Nello stesso sottopasso, il percorso riservato a pedoni e biciclette continua a rappresentare un pericolo costante, senza che si registrino interventi concreti. Anche qui, forse, una fotografia sarebbe più utile di quelle diffuse per celebrare interventi di ordinaria manutenzione. 

Nel frattempo, vengono pubblicizzate immagini del lavaggio dell'ex area del Cinema delle Palme. Un intervento certamente apprezzabile, ma che non può trasformarsi in una vetrina dietro la quale nascondere problemi ben più gravi e urgenti. 

Una città non si governa con i comunicati stampa né con le fotografie. Si governa con competenza, capacità organizzativa, presenza sul territorio e tempestività negli interventi. Quando queste qualità vengono meno, cresce inevitabilmente la delusione dei cittadini, che iniziano a percepire un'amministrazione più impegnata a curare la propria immagine che a risolvere le criticità quotidiane". 

Basta slogan e passerelle fotografiche. "I residenti - tuona Panichi - non chiedono slogan, passerelle o servizi fotografici. Chiedono strade sicure, aree pulite, manutenzione costante, controlli efficaci e risposte puntuali. Chiedono, in una parola, buona amministrazione. Perché le fotografie possono raccontare ciò che si vuole mostrare. I fatti, invece, raccontano ciò che i cittadini sono costretti a vivere ogni giorno. E, purtroppo, i fatti parlano di ritardi, incuria, inefficienza e di una crescente sfiducia nei confronti di chi avrebbe il dovere di amministrare con competenza e responsabilità.

Basta trincerarsi dietro la giustificazione del "siamo qui da pochi mesi". Chi sceglie di candidarsi per amministrare una città dovrebbe conoscerne già le criticità, averle studiate e presentarsi ai cittadini con idee chiare e soluzioni concrete. Governare significa assumersi responsabilità, non cercare alibi. 

Chi chiede la fiducia degli elettori - conclude Giorgio Panichi - lo fa perché afferma di sapere come affrontare e risolvere i problemi del territorio, non perché intende scoprirli soltanto dopo essere stato eletto".

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