"Cespugli infestanti, topi e zanzare": l'abbandono di un terreno soffoca via Oberdan, nel centro storico di Porto d'Ascoli
di Franco Cameli
Il lotto di via Oberdan si presenta come una vera e propria macchia amorfa: vegetazione infestante e selvatica, erbacce alte, sterpaglie incolte e rovi crescono senza controllo. Come se non basasse, il lotto è protetto da una vecchio cancello fatto di lamiere arrugginite e senza un lucchetto di protezione.
Il comitato di quartiere Porto d'Ascoli Centro ha da tempo chiesto un intervento di bonifica alla Polizia locale: purtroppo non ci sono state risposte.
Sulla questione interviene l'ex presidente del quartiere, Giorgio Panichi, il quale racconta: "Ormai da un mese ho informato l'esponente del partito di maggioranza Noi Moderati, Tablino Campanelli, della situazione di disagio. Campanelli, residente nelle vicinanze, ha peso atto dello stato di abbandono del sito e mi ha detto che avrebbe informato l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Muzi. Però non c'è stato alcun intervento da parte dell'amministrazione comunale".
Lo stabile dell'estetista Laura De Simone confina con l'area degradata. La donna teme che con questo caldo le erbacce secche possano incendiarsi.
L'abbandono favorisce il ristagno di umidità e la proliferazione di serpi e insetti, soprattutto zanzare nei mesi caldi e la presenza di roditori, i quali trovano nel terreno incolto un rifugio ideale prima di spingersi verso l'area circostante.
Tra i residenti della zona il clima è di forte insofferenza. Chi ci abita vive questa situazione come un'ingiustizia e un pessimo biglietto da visita per il decoro urbano. Le lamentele riguardano principalmente l'impossibilità di godere di una normale qualità della vita, perché finestre e porte non si possono lasciare aperte a causa degli insetti e del cattivo odore.
I residenti chiedono un cambio di passo e un intervento deciso da parte del Comune di San Benedetto del Tronto. Le richieste di aiuto della comunità si rivolgono in particolare all'amministrazione e agli assessorati di riferimento, chiamando in causa le competenze sul decoro urbano, la vivibilità e la sicurezza igienico-sanitaria. Il Comune, dunque, potrebbe intimare ai proprietari la pulizia immediata e la messa in sicurezza del sito, attraverso ordinanze sindacali contingibili e urgenti.
Oppure attivare strumenti di pressione amministrativa più incisivi, per prevenire il ripetersi di simili situazioni di abbandono nel centro storico.

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