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Porto d'Ascoli, l'incuria travolge il bosco urbano dietro la scuola Cappella

di Franco Cameli

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Il bosco urbano è stato abbandonato e versa nell'incuria totale: una piccola foresta fu piantumata nel marzo del 2025, ma la scorsa estate è iniziato il declino nell'indifferenza dell'amministrazione comunale. L'area tra la scuola media Cappella di Porto d'Ascoli e il rilevato ferroviario appare oggi come un paesaggio desolato. 

Poco più di un anno fa il terreno fu bonificato e vennero piantumati molti alberi: furono messi a dimora lecci, querce, frassini, aceri campestri, pini halepensis e altre tipologie. Vennero inoltre recuperati olivi e palme già presenti nel lotto e creata un'oasi mediterranea.  

Si tratta di un progetto varato dall'amministrazione Spazzafumo ed è parte integrante della strategia di riforestazione urbana che il Comune di San Benedetto del Tronto ha avviato tramite il programma europeo Life+ A_GreeNet.

L'intervento mira a creare "micro-foreste" in zone strategiche per mitigare gli effetti delle ondate di calore e rendere il tessuto urbano più resiliente.

Ma dopo pochi mesi dalla realizzazione del progetto, l'area fu abbandonata: il parco urbano dietro la scuola Cappella è ora assediato da erbacce secche alte più di un metro. 

Il programma prevedeva stradine, panchine, impianto per l'irrigazione e luci, per renderlo fruibile anche di sera.

 Una vecchia rete arrugginita delimita il lotto dal sottopasso di via dell'Airone, i rami delle palme sono in parte rinsecchiti e toccano a terra. 

E dei lecci, delle querce, dei frassini, degli aceri campestri restano soltanto scheletri di piante avvizzite sorretti da pali di legno.   

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