di Franco Cameli
SAN BENEDETTO DEL TRONTO Addio a don Pio Costanzo, il sacerdote scrittore. Aveva 87 anni. Fu parroco della chiesa Cristo Re di Porto d'Ascoli dal 1983 al 2018. La notizia della scomparsa di don Pio ha suscitato commozione tra i fedeli, confratelli e cittadini che lo hanno conosciuto e apprezzato per il suo impegno su tematiche sociali e culturali, oltre che per la profonda fede. Nel 2011 fu insignito del Gran Pavese Rossoblù dal Comune di San Benedetto.
Nato a Grottammare nel 1939, celebrò la prima messa nel 1964. Dopo gli studi teologici nel seminario regionale di Fano, frequentò l’Università Lateranense di Roma ed approfondì la materia della psicologia presso l’università statale della Capitale.
Dopo due anni da viceparroco nella parrocchia di S. Giovanni Battista a Grottammare, venne assegnato con lo stesso incarico alla chiesa del Cristo Re a Porto d’Ascoli di cui diviene parroco nell’ottobre 1983, a seguito della morte del parroco don Marino Ciarrocchi.
Il 18 aprile 2004 inaugurò la Casa dell’Accoglienza che ospita gratuitamente persone che non hanno una casa e un pasto.
Figura paterna e punto di riferimento, don Costanzo ha saputo incarnare una Chiesa vicina alla gente, attenta ai bisogni concreti e capace di accogliere tutti. Tra le opere che più testimoniano il suo impegno resta la “Casa dell’Accoglienza Papa Giovanni XXIII”, segno tangibile della sua sensibilità verso i poveri, i migranti e le persone in difficoltà.
Non meno significativo il suo contributo alla vita culturale del territorio: amante dell’arte e del dialogo, ha sempre promosso occasioni di incontro e riflessione, convinto che la fede dovesse confrontarsi con la realtà contemporanea e parlare al cuore delle persone.
Don Pio è stato instancabile autore di libri, tra i quali si ricordano "Il prete e la zingara", "Vita sui generis - Gesù di Nazareth", "Gli angeli raccontano", "Gli amori distorti". I ricavi della vendita dei volumi sono sempre stati donati per opere di beneficenza.
Proverbiale la sua passione per la politica e le battaglie per la crescita culturale di Porto d'Ascoli. Arrivò persino a paventare la sua candidatura a sindaco.
Da non dimenticare la passione per l'arte, che lo ha spinto ad abbellire la chiesa Cristo Re con opere di autori dell'Europa dell'Est (LEGGI QUI).

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