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"Ascoli privilegiata: a Porto d'Ascoli smobilita Intesa, nel Capoluogo la Banca non chiude più", i dubbi di Claudio Benigni


 SAN BENEDETTO DEL TRONTO "La chiusura degli sportelli di Banca Intesa, tesi a migliorare il servizio per i clienti più importanti e per le aziende, non poteva non sollevare critiche legittime da parte degli anziani, dei sindacati e della comunità in generale". Sulla chiusura della filiale di Porto d'Ascoli interviene Claudio Benigni, ex segretario del Pd di San Benedetto del Tronto.

"Gli anziani - continua - si sa sono quelli che fanno più fatica col sistema digitale, preferiscono  l'interazione diretta col cassiere, si sentono più vulnerabili rispetto alle frodi online, e vivono male la chiusura degli sportelli di prossimità, per la fisiologica difficoltà di spostarsi in autonomia. 

E in qualità di libero cittadino, debbo purtroppo denunciare che anche la nostra città è stata coinvolta, nelle scorse settimane tra lo sconcerto generale è stata chiusa la Filiale di via Turati a Porto d'Ascoli.  Tutti gli utenti sono stati prima invitati come recita il cartello quasi irriverente sulla porta e quindi catapultati verso la sede di piazza Matteotti a San Benedetto. Una location fuori mano e logisticamente impossibile da raggiungere e per l'atavica difficoltà a trovare un parcheggio e perché mal servita dai mezzi pubblici".

Ancora Benigni: "Per il momento dei due sportelli Bancomat ne è rimasto solo uno funzionante che versa di già nel degrado.

Ma la beffa delle beffe sta nel piano dismissioni in quanto dopo la chiusura della filiale di Centobuchi che aveva di già costretto molti suoi clienti a migrare verso Porto d'Ascoli, è stata disposta la chiusura di due sportelli ulteriori, quello appunto di Porto d'Ascoli e lo sportello di corso Mazzini in quel di Ascoli Piceno. 

Ma alla scadenze preordinate, alla chiusura di via Turati non ha fatto riscontro quella di Corso Mazzini. Perché?  Non si sa, ma voci di corridoio riferiscono che anche in questo caso, come già già era accaduto per il Punto Nascite dell'Ospedale, la responsabilità è della politica che ha consentito ad Ascoli di essere prevalente grazie al suo ruolo di capoluogo di Provincia relegando S. Benedetto a città di serie B.

Laddove fosse, è un fatto grave e inspiegabile come lo è la decisione di privare di uno sportello bancario, una realtà importante qual'è Porto d'Ascoli".

Cosa fare e come reagire?  "Da una parte - chiarisce Benigni -  si chiede l'intervento della politica affinché in questa battaglia si schieri a tutela dei cittadini vessati di Porto d'Ascoli, e dall'altra c'è l'intento di mobilitarsi attraverso un comitato di autodifesa. 

In conclusione, rivolgo un appello trasversale a tutte le forze politiche e sociali della città perché la cittadinanza è  oramai nauseata da questa arrogante egemonia ascolana e dal fatto di essere pure definiti campanilisti, dopo essere stati ripetutamente ed ingiustamente penalizzati. Anni addietro non avevo preso sul serio l'ipotesi della cooprovincia San Benedetto-Ascoli - conclude Claudio Benigni -  ma oggi ritengo per davvero sia arrivato il momento per i cittadini rivieraschi di ribellarsi con forza a questo stato di cose".

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