Spaccatura nel quartiere Porto d'Ascoli Centro: si dimettono Santarelli e Camilli, in dissenso con Core
SAN BENEDETTO DEL TRONTO Si spacca il comitato di quartiere Porto d'Ascoli Centro.
A meno di un mese dall'election day del 13 e 14 dicembre si sono dimessi il vice presidente del direttivo Emilio Santarelli e il segretario Devis Camilli. I dissidenti asseriscono che la decisione è maturata a seguito di articoli pubblicati sui quotidiani locali la scorsa settimana «in cui veniva riportato un resoconto da parte del presidente del comitato di quartiere Elio Core sulle attività espletate nel corso del triennio», chiariscono i dimissionari.
Secondo Santarelli e Camilli «sono state fornite informazioni in parte inesatte ed in parte inesistenti, che deformano il resoconto pubblicato».
Per i dissidenti «la corretta informazione e la trasparenza deve prevalere rispetto ad una errata narrazione dei fatti. Nell’articolo vengono citati presunti risultati ottenuti dal comitato di quartiere a seguito di richieste effettuate all’ex amministrazione comunale, che in realtà non sono tali».
I due ex del comitato Porto d'Ascoli Centro si riferiscono, tra le varie cose «al vigile di quartiere, la cui presenza nel quartiere non c’è mai stata; alla presentazione del progetto di ristrutturazione e riqualificazione della piazza del Redentore di fronte alla chiesa Cristo Re: innanzitutto la sua presentazione non è stata fatta dal comitato, inoltre il recepimento delle “idee” proposte dal comitato di quartiere sono state del tutto disattese, così come la ristrutturazione della piazza, mai avvenuta. La “pressione esercitata dal comitato di quartiere” a cui sarebbero seguiti “11 milioni” per la realizzazione del nuovo sottopasso di via Mare è pura fantasia, priva di alcun riscontro».
Continuano Santarelli e Camilli: «Stessa infelice informazione per la localizzazione del nuovo ospedale di San Benedetto del Tronto, che verrà sì realizzato ma grazie al prodigarsi dell’attività e dell’impegno di politici locali che fanno capo al presidente Acquaroli della Regione Marche, in una zona da questi individuata».
Pulizia delle delle aree verdi e manutenzione stradale. «Per quanto riguarda - insistono i dissidenti del comitato di quartiere Porto d'Ascoli Centro - gli interventi degli addetti del comune nelle aree incolte interessate dalla crescita incontrollata della vegetazione, nonchè la manutenzione stradale, riteniamo che gli interventi di manutenzione ordinaria del verde pubblico e dell’asfalto debbano essere svolti sistematicamente dall’amministrazione comunale e non richiesta ogni volta dal comitato di quartiere».
Un accenno anche alla rotatoria di via Pasubio. «La rotonda realizzata nella zona sud di San Benedetto del Tronto - ancora Santarelli e Camilli - è stata fatta grazie ad un intervento di un’azienda privata, che ha finanziato l’opera. Il comitato di quartiere, nell’occasione, non solo non è stato coinvolto ma non è stato nemmeno invitato alla sua inaugurazione, completamente ignorato».
I dimissionari del direttivo si soffermano su altri aspetti del comitato di quartiere Porto d'Ascoli Centro: «Ben più grave è la situazione in altri ambiti, non citati nell’articolo, che decretano un bilancio negativo dell’attività espletata dal comitato di quartiere, supportata dall’inefficienza e totale mancanza di risposte da parte dell’ex amministrazione comunale a guida Spazzafumo».
Santarelli e Camilli espongono l'elenco delle inefficienze.
«1. PIAZZA DEL REDENTORE: colloqui, incontri, promesse, progetto, soldi stanziati (prima 130.000 poi 650.000 euro), video informativo da parte dell’amministrazione comunale, ora decaduta. La piazza rimane in cattive condizioni di degrado e nulla è stato fatto.
2. PARCO ELEONORA: il comitato di quartiere ha chiesto all'amministrazione comunale decaduta, dei chiarimenti sulla gestione del Parco. Il comune aveva informato il quartiere che sarebbe stato pubblicato un bando. Tutto è rimasto come prima.
3. MERCATO RIONALE IN PIAZZA DEL REDENTORE: nonostante le dichiarazioni ufficiali da parte del comune attraverso l’assessore preposto, che aveva fornito tempi e date, di volta in volta procrastinati, dello spostamento del mercato. Ciò non è mai avvenuto.
4. PENSILINE ALLE FERMATE DEGLI AUTOBUS URBANI: la richiesta fatta più volte al comune da parte del comitato di quartiere di installare delle pensiline alle fermate degli autobus per riparare le persone in attesa del loro arrivo sono state completamente ignorate dall’ex amministrazione comunale, che aveva chiesto persino al quartiere di indicare quali fermate dovevano essere fornite di pensiline. Secondo il comune ne sarebbero state installate 10 o 12. Non ne è stata installata neanche una.
5. SEMAFORI AGLI INCROCI PIÙ PERICOLOSI DI PORTO D’ASCOLI: a seguito della richiesta fatta dal comitato di quartiere l’ex amministrazione comunale ha risposto che i semafori costano troppo e quindi non possono essere installati. Gli incroci segnalati dal quartiere continuano ad essere sprovvisti di semafori ed a registrare continui incidenti (vedi l’investimento di un’anziana signora la settimana scorsa), soprattutto nel periodo estivo.
6. PANCHINE IN PIAZZA NILDE IOTTI: il comitato di qaurtiere aveva richiesto quattro panchine da posizionare nella piazza antistante gli uffici comunali e della Polizia municipale di Porto d’Ascoli. Nonostante le ripetute richieste ed i sì ricevuti, la piazza continua ad essere sprovvista di panchine».
I dissidenti asseriscono che «i punti riportati sopra, sono solo alcuni dei tanti aspetti rimasti irrisolti nel quartiere centrale di Porto d’Ascoli ed, in generale, a Porto d’Ascoli: illuminazione pubblica vetusta, con lampioni obsoleti, che altrove vengono sostituiti con apparecchi moderni a sorgente led; mancata sistemazione dell’area Tavoletti (era prevista la realizzazione di un parco pubblico e di edifici, con tanto di incontro ufficiale con il nostro comitato di quartiere); mancata sistemazione dell’area ex Olivieri in via IV Novembre che versa in condizioni di completo abbandono; abbattimento delle barriere architettoniche in molte zone di Porto d’Ascoli, specie in via Mare e Damiano Chiesa; richiesta di un’isola pedonale; modifica della viabilità, ad oggi caotica ed inquinante, in molte vie di Porto d’Ascoli; vie da asfaltare, divenute negli anni pericolose al transito».
La conclusione è amara: «In definitiva, pochissimi risultati, tante incompiute, moltissime promesse. Non c’è certo da essere soddisfatti: tante cose sono rimaste invariate, con buona pace dei cittadini di Porto d’Ascoli». (Articolo di FRANCO CAMELI)

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