SAN BENEDETTO DEL TRONTO "Nel corso della permanenza nel Torrente Albula, la colonia di anatre ha subito svariati attacchi ad opera dell’uomo", afferma Cristian Spinozzi, portavoce dell'Associazione Albula in Volo.
"Noi volontari - aggiunge - abbiamo continuamente dato notizia degli avvenimenti più gravi, dal mangime avvelenato sparso a terra al furto di un’intera covata fino all’investimento volontario di più anatre alla piena luce del giorno.
L’ultimo di questi si è verificato durante queste calde giornate estive.
Attorno alle 14:30 del primo pomeriggio un passante ha adocchiato un uomo di colore accovacciato sulla sponda del torrente, esattamente affianco al ponticello di legno che collega la sponda destra alla sponda sinistra dell’Albula. Era intento ad aspettare qualcosa con una bacinella coperta da un telo di plastica che galleggiava nell’acqua.
Il passante ci ha avvertiti immediatamente e, poco dopo 2 membri del gruppo sono giunti sul posto ed hanno fatto desistere l’uomo dal proseguire il suo piano facendolo fuggire. La bacinella ed il telo sono stati recuperati. Non sappiamo quale fosse il fine ultimo del probabile cacciatore, ma sono state individuate svariate volte persone di etnia straniera frugare tra i cespugli o tentare di assalire un volatile".
Continua il portavoce dell'Associazione di volontari: "E’ inoltre risaputo come le campate del ponte della foce dell’Albula siano usate come rifugio per i clochard, alcuni dei quali fanno uso di sostanze stupefacenti diventando potenziale pericolo per chiunque li approcci.
Resta il fatto, però, che non sono mancati in passato aggressori di nazionalità italiana.
Il gruppo di volontari “Albula in Volo” continua comunque la propria opera di tutela nei confronti di queste anatre che hanno trasformato l’Albula in un luogo di aggregazione e di socializzazione per cittadini e turisti.
Ci teniamo a ringraziare inoltre - conclude Spinozzi - tutti colori che hanno prestato il proprio supporto fino ad ora".
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